Marco Viviani
 
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Intervista di Ivo Pecile a Marco Viviani per Telefriuli, alla puntata del12 ottobre di “Sentieri natura”, andata in onda Venerdì 12 ottobre 2007 dalle ore 21 alle 22,30

 
  1. D. Introduttiva. Ci presenti Marco la tua attività di Educatore Ambientale Forestale e di Tecnico Faunista ? R. Buonasera a Ivo Pecile ed agli ospiti in Studio e Buonasera ai Telespettatori di Telefriuli. Buonasera, a tutti! mi chiamo Marco Viviani, vengo da Tarvisio e Vi parlerò, della Pedagogia Forestale o Pedagogia del Bosco, un’esperienza davvero unica per conoscere il mondo, lo spazio vitale ed acquisire la capacità d’imparare nel bosco e dal bosco perseguendo: la SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE e l’INTEGRAZIONE FRA I POPOLI. Vi proponiamo un MODO NUOVO per SCOPRIRE I SEGRETI ED I MISTERI DEL BOSCO, DELLA NATURA , DIVERTENDOSI E SOCIALIZZANDO. La Pedagogia del Bosco è un processo d’apprendimento spontaneo, messo a punto da un americano: Cornel. Questo metodo è utilizzato da più di un ventennio in U.S.A., GERMANIA, AUSTRIA, SVIZZERA, e serve: a) per creare la CONSAPEVOLEZZA della SOSTENIBILITA’ NELLA GESTIONE DELLE FORESTE E DEL PARTIMONIO NATURALE, INOLTRE, b) FORMARE CREARE UN SENSO D’APPARTENENZA COL TERITORIO E, c) A CREARE QUEL SENSO DI COMUNITA’ TIPICO DELLE GENTI ALPINE. E’ un percorso d’apprendimento spontaneo, che scaturisce dal DESIDERIO; dalle CURIOSITA’ “magiche” e dai SEGRETI del mondo silvano. Si cerca di far <<LEGGERE E VIVERE IL BOSCO>> alle persone, accompagnate da me, in piccoli gruppi, 15-17 persone al massimo, con esperienze anche sensoriali e di socializzazione. “La magia delle foreste”, unita a queste esperienze ludiche e sensoriali che compiremo assieme, permette di farci capire l’ECOLOGIA FORESTALE E LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE. La pedagogia del bosco al tempo stesso ci permette LA SOCIALIZZAZIONE, IL RELAX, ecc., per VIVERE IN ARMONIA: con la natura, con noi stessi e col prossimo. La Pedagogia del Bosco o Pedagogia Forestale, è sostenuta dalla nostra Regione che ha organizzato interessantissimi corsi a carattere Seminariale a Paluzza. Sempre in Carnia esiste il Progetto del Consorzio Boschi Carnici, “La Via del Legno” che mette al centro proprio la Pedagogia Forestale, ed anche in questo caso ho partecipato a dei Corsi Seminariale ad Ossiach.

  2. D. Come possiamo contattarti per organizzare una uscita ? R. Attualmente mi rivolgo soprattutto a famiglie, scolaresche ed a gruppi organizzati. E’ un’attività che mi sento di consigliare a TUTTI: ai piccini, agli anziani ed ai soggetti svantaggiati. E’ noto in letteratura, ed anche dall’esperienza comune, dei benefici indotti da un soggiorno in ambiente boschivo e montano! Oltre a scolaresche, gruppi e famiglie, chiunque, può organizzare un piccolo gruppo, (l’attività è rivolta a 15-17 persone al massimo!) e poi può semplicemente chiamarmi al telefono ai numeri: +039 0428 403 93, ripeto 0428 403 93, o al cellulare +039 328 38 41 399, ripetiamo anche questo: 328 38 41 399 o potete mandarmi una e_mail a: arcovivo@libero.it, ripeto arcovivo@libero.it . Ricordo che possiedo una regolare polizza assicurativa R.C. terzi. Propongo OVUNQUE CI SIA UN BOSCO O UN AMBIENTE NATURALE, LA MIA ATTIVITA’. Pertanto se le persone o i gruppi sono impossibilitati a raggiungere determinati luoghi, e vogliono conoscere meglio i luoghi ed i paesaggi che li circondano, posso spostarmi io con loro: d’altronde il Friuli Venezia Giulia ha tutto: a parte i Vulcani, ed i Deserti, possediamo tutti i Pesaggi e gli Habitat del Pianeta! Ricordo che l’attività si può fare a tutte le età ed in tutte le stagioni, ed è per tutti, diversamente abili e non vedenti compresi!

  1. D. Perché hai scelto il bosco come luogo ideale per i tuoi interventi ? R. Bellissima domanda! Innanzittutto perché Ivo, AMO il bosco e cerco di capirlo e studiarlo da sempre. Il bosco inoltre è un “Format” dove si possono fare esperienze diversissime per “LEGGERE E VIVERE IL BOSCO”. San Bernardo da Chiaravalle (XI° Secolo) diceva: “Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi, le acque e le rocce t’insegneranno cose che nessun Maestro ti dirà”. Vi proponiamo un MODO NUOVO per scoprire i Segreti ed i Misteri del Bosco. La Pedagogia del Bosco è un metodo: a) per IMPARARE; b) DIVERTIRSI; e c) CONOSCERE LA NATURA, ED IL BOSCO IN PARTICOLARE. In FUTURO L’IMPORTANZA DELLE FORESTE aumenterà: il LEGNO è l’elemento assieme alla pietra, più ECOLOGICO per le costruzioni, ma anche il più ECONOMICO, ed e’ l’unica RISORSA RINNOVABILE. Se oggi ci sono persone contrarie al taglio dell’albero, così come persone contrarie ad altre attività che si svolgono nel bosco, vuol dire che C’E’ BISOGNO DI GESTIRE I CONFLITTI E DI TRAMANDARE IL MESSAGGIO. Nei nostri climi, a differenza delle Foreste Fluviali Pluviali e Tropicali, IL BOSCO SI PUO TAGLIARE IN MANIERA CORRETTA riducendo al minimo gli scompensi, come testimoniano le foreste che ci hanno donato i predecessori. Un tempo i boschi erano sacri e dal bosco e dagli alberi nascevano gli Dei: persino agli animali erano associate particolari Divinità e molti di loro erano animali totemici! Le SOCIETADEL FUTURO saranno sempre più MULTIETNICHE e pertanto è opportuno affrontare l’INTEGRAZIONE SPECIE IN ABIENTE MONTANO, di queste nuove persone, nostri fratelli. La montagna, nonostante i convegni, i forum eccetera si spopola, e la “traslochite” come la chiamano molti!, colpisce pure le zone montane e boscose della nostra Regione, affette anche dal “male delle doppie o triple case”. La MONTAGNA VA ABITATA E GESTITA e questo è il MESSAGGIO e l’OBIETTIVO che dobbiamo dare alle nostre future generazioni: creando la CONSAPEVOLEZZA FAR CAPIRE AI PIU’ GIOVANI che IN MONTAGNA E COL BOSCO si può VIVERE, senza necessariamente mettere tutto sotto tutela in maniera vincolistica,. Nel Tarvisiano poi sussistono ancora radicate TRADIZIONI FORESTALI, oltre agli Usi Civici ed alla Selvicoltura Naturalistica, manifestate da feste popolari e riti arborei (La Maja a Camporosso o La Brina ad Ugovizza o i Krampus a Tarvisio ed a Ponebba!). E qui ,grazie agli Usi Civici ed alle Servitù di Legnatico, molti usano il LEGNO come COMBUSTIBILE che ripetiamo è L’UNICO COMBUSTIBILE RINNOVABILE. Esistono inoltre dei progetti per il TELERISCALDAMENTO A BIOMASSA/NECROMASSA LEGNOSA come altri progetti per la VALORIZZAZIONE DEL BOSCO E DEL LEGNO (ad esempio La Via del Legno del Consorzio Boschi Carnici, e la Pedagogia del Bosco stessa!).

  2. D. Che tipo di persone accompagni di solito ? R. Sono appassionati o curiosi, interessati a stare all’aria aperta ed in compagnia a godere e vivere il bosco. Accompagno ragazzi dall’età materna come anche anziani. E’ un’attività PER TUTTI, e la consiglio a tutti, visto che la Silvoterapia o Terapia del Bosco è una realtà: a tutti è capitato di sentirsi meglio dopo una passeggiata nel bosco! Le PERSONE svantaggiate o convalescenti, MIGLIORANO con le nostre attività, è UN’ATTIVITA’ FISICA E MEDITATIVA, OLTRE CHE FORMATIVA. Si pratica IN OGNI STAGIONE e con OGNI CONDIZIONE METEO! implica UN ABBIGLIAMENTO ADATTO (NO OMBRELLO) .

  3. D. Quali sono le attività che svolgete nel bosco ? R. Diciamo che la Pedagogia del Bosco si basa sulla SORPRESA, quindi accennerò alcune cose! La pedagogia Forestale è una Pedagogia delle Esperienze: essa illustra l’habitat con: a) attività dirette “ludiche”-esperenziali (esercizi, favole, lavori, composizioni artistiche, ed anche attività motorie, ecc..); b) l’assegnazione di compiti pratici (esperienze individuali e collettive, anche sensoriali,”giochi” di gruppo); c) avventure collettive e soprattutto, d) attività sensoriali e meditative; tutte esperienze che INFONDONO BENESSERE e sicurezza alla persone (POSITIVITA’; AUTOSTIMA), oltre a creare la consapevolezza. Le attività e le gite guidate e EMOZIONANO e... DIVERTONO! Il concetto è: I) “Lo faccio vedere”; II) “Lo spiego”; III) “Lo faccio fare divertendomi e meditando alla fine”. Sfrutto “le curiosità magiche della natura e dei sensi”, e svelando piano piano i fenomeni ambientali, il tutto, ponendoci in relazione/gioco con la natura e con noi stessi (attraverso esperienze, fiabe/arte, eccetera), LE SEDUTE, saranno: SINGOLE (della durata di 2-3 ore fino alla “MEZZA GIORNATA”) o ATTIVITA’ A CICLI RIPETUTI per la GIORNATA INTERA; o ESPERIENZE RIPETUTE SECONDO UN CALENDARIO da definire o stabilito. Sono ATTIVITA’ CALIBRATE E DEFINITE ad hoc SECONDO IL GRUPPO TARGET che accompagneremo. Ripeto: SONO ASSICURATO con una R.C. terzi, e che POSSEGGO SPECIFICHE COMPETENZE, e che SONO INSERITO IN PERCORSI E PROGETTI di Formazione Permanente e Continua (Educazione Ambientale Forestale e Scienza dell’Educazione Alla Terra).

  4. D. Ci consigli un itinerario nel Tarvisiano dove si possa apprezzare il patrimonio forestale ? R. Questa domanda, Ivo, è la più difficile. Il Tarvisiano è un area vastissima, che comprende: sia i boschi del F.E.C. gestiti dal C.F.S. su cui insistono antiche servitù ed usi civici che ci hanno permesso, a tutti, di avere una magnifica Foresta - che quest’anno compiva il giubileo dei Mille Anni! Il Tarvisiano è un’impareggiabile ambiente, giunto fino ai giorni nostri, grazie alla Selvicoltura Naturalistica Certificata e Sostenibile, (nonostante nel fondovalle ci siano degli scompensi); il Tarvisiano, comprende anche Proprietà Regionali e Private, spesso anche queste gestite in maniera ottimale e con criteri improntati alla Selvicoltura Naturalistica e Certificate.

[La Foresta di Tarvisio e le aree contermini, inoltre, sono di prioritaria importanza biogeografica europea: ci sono dei S.I.C. (Siti d’importanza Comunitaria) e delle Z.P.S. (Zone di Protezione Speciale) oltre che Biotopi (Torbiera dello Schichìza) ed Aree di Reperimento (Laghi di Fusine), dove esistono animali altrove sconosciuti: come il riccio orientale o la raganella verde (Hyla arborea) e soprattutto sono delle I.B.A. (Importants Birds Area) ossia aree dove transitano o vivono uccelli rari o estinti altrove: il cedorne , la coturnice, o la pernice bianca, o i picchi (a Tarvisio, praticamente sussistono tutti i picchi europei, ad eccezione del dorsobianco!) o ancora l’upupa. L’area è importante anche per i corridoi biologici (oltre al transito d’uccelli migratori, citiamo pure i falchi pecchiaioli, il gipeto ed il grifone), oltre che l’essere, queste zone, veri scrigni di piante ed animali rari, o estinti o con una parolona endemici (il più famoso esempio è la Wulfenia carinthiaca a Passo Pramollo); ricordiamo che a Tarvisio esistono tre gruppi montuosi Alpini: le Giulie, le Carniche e le Karavanken Alpen, ed a Sella di Camporosso, il più basso Valico Alpino, c’è lo spartiacque tra i Bacini Adriatico/Danubiano. La vicinanza con aree Protette strategiche come l’immenso Parco Nazionale del Triglav, il Parco del Dobratsch ed il Parco Naturale Regionale delle Prealpi Giulie. Zone che ripeto, a parte il fondovalle, risultano ancora selvagge e dove si possono trovare le tracce dell’orso e della lince, e da poco anche del lupo, oltre che da altri animali riemersi dal passato, come lo sciacallo dorato! Ecco che: grazie alla presenza d’estese foreste, prati, e a un aumentato numero di ungulati (cervi, caprioli, camosci stambecchi e cinghiali), permette la ricomparsa dei cosiddetti “grandi carnivori”]

Diciamo che: A SECONDA DI “COSA” vogliamo vedere e “DOVE” ci troviamo POSSIAMO SCEGLIRE un itinerario, SECONDO LE NOSTRE PREFERENZE, CONDIZIONI ED UMORE, magari anche CONSULTANDO PRIMA IL SITO INTERNET CURATO DA IVO PECILE: www.sentierinatura.it e FACENDOSI POI ACCOMPAGNARE, almeno qualche volta, ALL’INIZIO, dal sottoscritto Marco Viviani! Per i motivi che dicevamo prima, LA VAL CANALE - CANAL DEL FERRO, COME LA VAL RESIA, SONO AREE MOLTO PARTICOLARI, (dove oltre alla geologia: si pensi che: a Pontebba abbiamo le rocce più antiche del mondo e così pure i fossili; o al carsismo: il Canin , l’orientazione delle Valli e l’esposizione, oltre ai dislivelli, l’orografia e la vicinanza col mare, il differente substrato geologico: sullo Slizza abbiamo Vulcaniti e porfidi: quelle rocce colorate rosse, per capirci; altrove calcàri e dolomie) fanno sì che, DA UNA VALLE AD UN’ALTRA, così come SALENDO UN VERSANTE DIVERSAMENTE ESPOSTO, come il Montasio da Valbruna, nei DIVERSI MESI dell’anno o nelle STESSE ORE DELLA GIORNATA, da un posto all’altro, si hanno delle DIFFERNZE CLIMATICHE notevoli: d’esposizione all’insolazione, di temperatura e d’umidità. Inoltre sono presenti ESCURSIONI TERMICHE GIORNALIERE E STAGIONALI ELEVATE e fenomeni come L’INVERSIONE TERMICA E L’ABBASSAMENTO DEI LIMITI VEGETAZIONALI: NELLE ALPI E E PREALPI GIULIE E’ COME SE CI TROVASSIMO PIU’ IN ALTO RISPETTO A QUELLO CHE CI SEGNA L’ALTIMETRO! E SPESSO NEL FONDOVALLE FA PIU’ FREDDO CHE IN QUOTA! Lo sanno bene i ciclisti e gli escursionisti, come cambi il microclima/topoclima transitando dalla Val Saisera alla Conca di Fusine; nel Tarvisiano si passa da un CLIMA OCEANICO, ad uno più CONTINETALE fino a quello ALPINO ARTICO sulle cime innevate d’inverno. Gli alberi e le foreste ci indicano tutto questo! ed a Tarvisio per L’ELEVATA VARIABILITA’ AMBIENTALE, abbiamo: un’ELEVATA BIODIVERSITA’, BOSCHI NATURALI MISTI, oltre a FORMAZIONI FORESTALI TIPICHE, curate dai Piani di Assestamento e di Gestione Forestale; entità DIVERSIFICATISSIME, site in pochi ettari o a distanze ravvicinate.

A questo punto, ripetiamo, dobbiamo decidere: “cosa” vogliamo vedere; “dove” lo vogliamo vedere, “come” e “quando”. Ricordiamo che: “IN MONTAGNA LA TESTA V’A TENUTA SOPRA LE SPALLE E NON NELLO ZAINO!” Abbiamo il DOVERE D’INFORMARCI PRIMA degli itinerari e di STUDIARE IL PERCORSO, e di andarci ALLENATI ED IN BUONO STATO DI SALUTE, e MAI DA SOLI e con L’ABBIGLIAMENTO ADEGUATO, RISPETTANDO NOI STESSI E LE STAGIONI e con “IL CORAGGIO DI AVER PAURA” , come mi è stato sempre detto! E quindi il saper rinunciare o tornare indietro se fosse necessario, rispettando le proprie capacità fisiche e tecniche e tenendo conto del proprio stato di salute! E’ IL SENSO DEL LIMITE CHE CI FA PERCEPIRE LA REALTA’. Tornando a noi, Ivo, Se ci interessano le peccete miste in questa stagione vanno bene tutti gli itinerari. Spettacolare è la particella del F.E.C. di Rutte, una delle più fertili e produttive, dove esiste un sistema di rilevamento dei parametri forestali della rete CON_ECO_FOR, e dove, inoltre, possiamo ammirare e toccare uno dei più grandi alberi: un tiglio monumentale; oppure potremmo scegliere la Val Saisera, o le Pinete di Pino nero sopra Malborghetto o ancora i larici secolari dei piani alti che, in questo mese cambiano colore e sono dorati prima di perdere gli aghi. Considerando che il tuo pubblico ed i tuoi lettori, sono appassionati escursionisti, potremmo, Ivo, consigliare l’anello del Belvedere che dal lago inferiore di Fusine porta al Rifugio Zacchi (che dovrebbe aprire tra poco), per riportaci giù dalla Alpe Tamer al Lago Superore, ricordando le raccomandazioni di PRUDENZA, e ... BUONA MONTAGNA A TUTTI! GRAZIE!.”

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Marco Viviani Educatore Ambientale Forestale, Tecnico Faunista Via Diaz, 19 - I 33018 Tarvisio (UD) Italy

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