-
D.
Introduttiva. Ci presenti Marco la tua attività di
Educatore Ambientale Forestale e di Tecnico Faunista
?
R. Buonasera a Ivo Pecile ed
agli ospiti in Studio e Buonasera ai Telespettatori
di Telefriuli. Buonasera, a tutti! mi chiamo Marco
Viviani, vengo da Tarvisio e Vi parlerò, della
Pedagogia Forestale o Pedagogia del Bosco,
un’esperienza davvero unica per conoscere il mondo,
lo spazio vitale ed acquisire la capacità d’imparare
nel bosco e dal bosco
perseguendo: la
SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE e l’INTEGRAZIONE FRA I
POPOLI. Vi proponiamo un
MODO NUOVO
per SCOPRIRE
I SEGRETI ED I MISTERI DEL BOSCO, DELLA NATURA ,
DIVERTENDOSI E SOCIALIZZANDO. La Pedagogia
del Bosco è
un processo d’apprendimento spontaneo,
messo a punto da un americano: Cornel. Questo metodo
è utilizzato da più di un ventennio in
U.S.A.,
GERMANIA, AUSTRIA, SVIZZERA, e serve:
a) per creare la
CONSAPEVOLEZZA della
SOSTENIBILITA’ NELLA GESTIONE DELLE FORESTE E DEL
PARTIMONIO NATURALE, INOLTRE,
b)
FORMARE CREARE UN SENSO D’APPARTENENZA COL TERITORIO
E, c)
A CREARE QUEL
SENSO DI COMUNITA’ TIPICO DELLE GENTI ALPINE.
E’ un percorso d’apprendimento spontaneo, che
scaturisce dal
DESIDERIO;
dalle
CURIOSITA’ “magiche” e dai SEGRETI del mondo
silvano. Si cerca di far <<LEGGERE
E
VIVERE IL BOSCO>> alle persone, accompagnate
da me, in piccoli gruppi, 15-17 persone al massimo,
con esperienze anche sensoriali e di
socializzazione. “La magia delle foreste”, unita a
queste esperienze ludiche e sensoriali che compiremo
assieme, permette di farci capire l’ECOLOGIA
FORESTALE E LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE. La
pedagogia del bosco al tempo stesso ci permette
LA
SOCIALIZZAZIONE, IL RELAX, ecc., per
VIVERE IN
ARMONIA: con la natura, con noi stessi e col
prossimo. La Pedagogia del Bosco o Pedagogia
Forestale, è sostenuta dalla nostra Regione che ha
organizzato interessantissimi corsi a carattere
Seminariale a Paluzza. Sempre in Carnia esiste il
Progetto del Consorzio Boschi Carnici, “La Via del
Legno” che mette al centro proprio la Pedagogia
Forestale, ed anche in questo caso ho partecipato a
dei Corsi Seminariale ad Ossiach.
-
D. Come
possiamo contattarti per organizzare una uscita ?
R. Attualmente mi rivolgo
soprattutto a famiglie, scolaresche ed a gruppi
organizzati. E’ un’attività che mi sento di
consigliare a
TUTTI:
ai piccini, agli anziani ed ai soggetti
svantaggiati. E’ noto in letteratura, ed anche
dall’esperienza comune, dei benefici indotti da un
soggiorno in ambiente boschivo e montano! Oltre a
scolaresche, gruppi e famiglie, chiunque, può
organizzare un piccolo gruppo, (l’attività è rivolta
a 15-17 persone al massimo!) e poi può semplicemente
chiamarmi al telefono ai numeri: +039 0428 403 93,
ripeto 0428 403 93, o al cellulare +039 328 38 41
399, ripetiamo anche questo: 328 38 41 399 o potete
mandarmi una e_mail a:
arcovivo@libero.it,
ripeto
arcovivo@libero.it
. Ricordo che possiedo una regolare polizza
assicurativa R.C. terzi. Propongo
OVUNQUE CI
SIA UN
BOSCO O UN AMBIENTE NATURALE, LA MIA ATTIVITA’.
Pertanto se le persone o i gruppi sono
impossibilitati a raggiungere determinati luoghi, e
vogliono conoscere meglio i luoghi ed i paesaggi che
li circondano, posso spostarmi io con loro:
d’altronde il Friuli Venezia Giulia ha tutto: a
parte i Vulcani, ed i Deserti, possediamo tutti i
Pesaggi e gli Habitat del Pianeta! Ricordo che
l’attività si può fare a tutte le età ed in tutte le
stagioni, ed è per tutti, diversamente abili e non
vedenti compresi!
-
D. Perché
hai scelto il bosco come luogo ideale per i tuoi
interventi ?
R. Bellissima domanda!
Innanzittutto perché Ivo, AMO il bosco e cerco di
capirlo e studiarlo da sempre. Il bosco inoltre è
un “Format” dove si possono fare esperienze
diversissime per “LEGGERE
E VIVERE IL BOSCO”. San Bernardo da
Chiaravalle (XI° Secolo) diceva: “Troverai più nei
boschi che nei libri. Gli alberi, le acque e le
rocce t’insegneranno cose che nessun Maestro ti
dirà”. Vi proponiamo un
MODO NUOVO
per scoprire i Segreti ed i Misteri del Bosco. La
Pedagogia del Bosco è un metodo: a)
per IMPARARE;
b)
DIVERTIRSI;
e c)
CONOSCERE LA
NATURA, ED IL BOSCO IN PARTICOLARE. In
FUTURO
L’IMPORTANZA DELLE FORESTE aumenterà: il
LEGNO
è l’elemento assieme alla pietra, più
ECOLOGICO
per le costruzioni, ma anche il più
ECONOMICO,
ed e’ l’unica RISORSA RINNOVABILE. Se oggi ci sono
persone contrarie al taglio dell’albero, così come
persone contrarie ad altre attività che si svolgono
nel bosco, vuol dire che
C’E’ BISOGNO
DI GESTIRE I CONFLITTI E DI TRAMANDARE IL MESSAGGIO.
Nei nostri climi, a differenza delle Foreste
Fluviali Pluviali e Tropicali,
IL BOSCO SI
PUO’
TAGLIARE IN MANIERA CORRETTA riducendo al
minimo gli scompensi, come testimoniano le foreste
che ci hanno donato i predecessori. Un tempo i
boschi erano sacri e dal bosco e dagli alberi
nascevano gli Dei: persino agli animali erano
associate particolari Divinità e molti di loro erano
animali totemici! Le
SOCIETA’
DEL FUTURO
saranno sempre più
MULTIETNICHE
e pertanto è opportuno affrontare
l’INTEGRAZIONE SPECIE IN ABIENTE MONTANO, di
queste nuove persone, nostri fratelli. La montagna,
nonostante i convegni, i forum eccetera si spopola,
e la “traslochite” come la chiamano molti!, colpisce
pure le zone montane e boscose della nostra Regione,
affette anche dal “male delle doppie o triple case”.
La MONTAGNA
VA ABITATA E GESTITA e questo è il
MESSAGGIO
e l’OBIETTIVO
che dobbiamo dare alle nostre future generazioni:
creando la
CONSAPEVOLEZZA FAR CAPIRE AI PIU’ GIOVANI che
IN MONTAGNA E
COL BOSCO si può
VIVERE,
senza necessariamente mettere tutto sotto tutela in
maniera vincolistica,. Nel Tarvisiano poi sussistono
ancora radicate
TRADIZIONI
FORESTALI, oltre agli Usi Civici ed alla
Selvicoltura Naturalistica, manifestate da feste
popolari e riti arborei (La Maja a Camporosso o La
Brina ad Ugovizza o i Krampus a Tarvisio ed a
Ponebba!). E qui ,grazie agli
Usi Civici
ed alle
Servitù di Legnatico,
molti usano il LEGNO come COMBUSTIBILE che ripetiamo
è L’UNICO
COMBUSTIBILE RINNOVABILE. Esistono inoltre
dei progetti per il
TELERISCALDAMENTO A BIOMASSA/NECROMASSA
LEGNOSA
come altri progetti per la
VALORIZZAZIONE DEL BOSCO E DEL LEGNO (ad
esempio La Via del Legno del Consorzio Boschi
Carnici, e la Pedagogia del Bosco stessa!).
-
D. Che
tipo di persone accompagni di solito ?
R. Sono appassionati o
curiosi, interessati a stare all’aria aperta ed in
compagnia a godere e vivere il bosco. Accompagno
ragazzi dall’età materna come anche anziani. E’
un’attività
PER TUTTI, e la consiglio a tutti, visto che
la Silvoterapia o Terapia del Bosco è una realtà: a
tutti è capitato di sentirsi meglio dopo una
passeggiata nel bosco! Le PERSONE svantaggiate o
convalescenti, MIGLIORANO con le nostre attività, è
UN’ATTIVITA’
FISICA E MEDITATIVA, OLTRE CHE FORMATIVA. Si
pratica IN
OGNI STAGIONE e con
OGNI
CONDIZIONE METEO! implica
UN
ABBIGLIAMENTO ADATTO (NO OMBRELLO) .
-
D. Quali
sono le attività che svolgete nel bosco ?
R. Diciamo che la Pedagogia
del Bosco si basa sulla SORPRESA, quindi accennerò
alcune cose! La pedagogia Forestale è una
Pedagogia delle Esperienze:
essa illustra l’habitat con: a)
attività dirette “ludiche”-esperenziali
(esercizi, favole, lavori, composizioni artistiche,
ed anche attività motorie, ecc..); b)
l’assegnazione di compiti pratici (esperienze
individuali e collettive, anche sensoriali,”giochi”
di gruppo); c) avventure
collettive e soprattutto, d)
attività sensoriali e meditative; tutte esperienze
che INFONDONO
BENESSERE e sicurezza alla persone
(POSITIVITA’;
AUTOSTIMA),
oltre a creare la consapevolezza. Le attività e le
gite guidate e
EMOZIONANO
e...
DIVERTONO! Il concetto è: I)
“Lo faccio vedere”; II) “Lo
spiego”; III) “Lo faccio fare
divertendomi e meditando alla fine”. Sfrutto “le
curiosità magiche della natura e dei sensi”, e
svelando piano piano i fenomeni ambientali, il
tutto, ponendoci in relazione/gioco con la natura e
con noi stessi (attraverso esperienze, fiabe/arte,
eccetera), LE
SEDUTE, saranno:
SINGOLE
(della durata di 2-3 ore fino alla “MEZZA
GIORNATA”) o
ATTIVITA’ A
CICLI RIPETUTI per la
GIORNATA
INTERA; o
ESPERIENZE
RIPETUTE SECONDO UN CALENDARIO da definire o
stabilito. Sono
ATTIVITA’
CALIBRATE E DEFINITE ad hoc
SECONDO IL
GRUPPO TARGET che accompagneremo. Ripeto:
SONO ASSICURATO con una
R.C.
terzi, e che
POSSEGGO SPECIFICHE COMPETENZE, e che
SONO INSERITO
IN PERCORSI
E PROGETTI
di Formazione Permanente e Continua (Educazione
Ambientale Forestale e Scienza dell’Educazione Alla
Terra).
-
D. Ci
consigli un itinerario nel Tarvisiano dove si possa
apprezzare il patrimonio forestale ?
R. Questa domanda, Ivo, è la
più difficile. Il Tarvisiano è un area vastissima,
che comprende: sia i boschi del F.E.C.
gestiti dal C.F.S. su cui insistono antiche
servitù
ed
usi civici
che ci hanno permesso, a tutti, di avere una
magnifica Foresta - che quest’anno compiva il
giubileo dei Mille Anni! Il Tarvisiano è
un’impareggiabile ambiente, giunto fino ai giorni
nostri, grazie alla Selvicoltura Naturalistica
Certificata e Sostenibile, (nonostante nel
fondovalle ci siano degli scompensi); il Tarvisiano,
comprende anche Proprietà Regionali e Private,
spesso anche queste gestite in maniera ottimale e
con criteri improntati alla Selvicoltura
Naturalistica e Certificate.
[La
Foresta di Tarvisio e le aree contermini, inoltre, sono
di prioritaria importanza biogeografica europea:
ci sono dei
S.I.C.
(Siti d’importanza Comunitaria) e delle
Z.P.S.
(Zone di Protezione Speciale) oltre che
Biotopi
(Torbiera dello Schichìza) ed
Aree
di Reperimento
(Laghi di Fusine), dove esistono animali altrove
sconosciuti: come il
riccio orientale
o la
raganella verde (Hyla arborea)
e soprattutto sono delle
I.B.A.
(Importants Birds Area) ossia aree dove transitano o
vivono uccelli rari o estinti altrove:
il
cedorne
,
la
coturnice,
o la
pernice bianca,
o i picchi (a Tarvisio, praticamente sussistono tutti i
picchi europei, ad eccezione del dorsobianco!) o ancora
l’upupa. L’area è importante anche per i
corridoi biologici
(oltre al transito d’uccelli migratori, citiamo pure i
falchi pecchiaioli, il gipeto ed il grifone), oltre che
l’essere, queste zone, veri scrigni di piante ed animali
rari, o estinti o con una parolona
endemici
(il
più famoso esempio è la
Wulfenia carinthiaca
a Passo Pramollo);
ricordiamo che a Tarvisio esistono tre gruppi
montuosi Alpini: le Giulie, le Carniche e le
Karavanken Alpen, ed a Sella di Camporosso, il più basso
Valico Alpino, c’è
lo
spartiacque
tra i Bacini Adriatico/Danubiano. La vicinanza con
aree Protette strategiche come l’immenso Parco
Nazionale del Triglav, il Parco del Dobratsch ed il
Parco Naturale Regionale delle Prealpi Giulie. Zone che
ripeto, a parte il fondovalle, risultano ancora
selvagge e dove si possono trovare le tracce
dell’orso e della lince, e da poco anche del lupo, oltre
che da altri animali riemersi dal passato, come lo
sciacallo dorato! Ecco che: grazie alla presenza
d’estese foreste, prati, e a un aumentato numero di
ungulati (cervi, caprioli, camosci stambecchi e
cinghiali), permette la ricomparsa dei cosiddetti
“grandi carnivori”]
Diciamo che: A SECONDA DI “COSA” vogliamo vedere e
“DOVE” ci troviamo POSSIAMO SCEGLIRE un itinerario,
SECONDO LE NOSTRE PREFERENZE, CONDIZIONI ED UMORE,
magari anche CONSULTANDO PRIMA IL SITO INTERNET CURATO
DA IVO PECILE:
www.sentierinatura.it
e FACENDOSI POI ACCOMPAGNARE, almeno qualche volta,
ALL’INIZIO, dal sottoscritto Marco Viviani! Per i
motivi che dicevamo prima, LA VAL CANALE - CANAL DEL
FERRO, COME LA VAL RESIA, SONO AREE MOLTO PARTICOLARI,
(dove oltre
alla
geologia:
si
pensi che: a Pontebba abbiamo le rocce più antiche del
mondo e così pure i fossili; o al carsismo: il Canin ,
l’orientazione
delle Valli e l’esposizione,
oltre ai
dislivelli, l’orografia
e
la
vicinanza col mare,
il
differente substrato geologico:
sullo
Slizza abbiamo Vulcaniti e porfidi: quelle rocce
colorate rosse, per capirci; altrove calcàri e dolomie)
fanno sì che,
DA UNA VALLE AD
UN’ALTRA, così come
SALENDO UN
VERSANTE
DIVERSAMENTE ESPOSTO, come il
Montasio da Valbruna, nei
DIVERSI MESI
dell’anno o nelle STESSE ORE DELLA GIORNATA, da un posto
all’altro,
si
hanno delle
DIFFERNZE
CLIMATICHE notevoli:
d’esposizione all’insolazione, di temperatura e
d’umidità.
Inoltre sono presenti ESCURSIONI TERMICHE GIORNALIERE E
STAGIONALI ELEVATE e fenomeni come
L’INVERSIONE TERMICA
E
L’ABBASSAMENTO DEI LIMITI VEGETAZIONALI:
NELLE ALPI E E PREALPI GIULIE E’ COME SE CI TROVASSIMO
PIU’ IN ALTO RISPETTO A QUELLO CHE CI SEGNA L’ALTIMETRO!
E SPESSO NEL FONDOVALLE FA PIU’ FREDDO CHE IN QUOTA! Lo
sanno bene i ciclisti e gli escursionisti, come cambi il
microclima/topoclima transitando dalla Val Saisera alla
Conca di Fusine; nel Tarvisiano si passa da un
CLIMA OCEANICO,
ad uno più
CONTINETALE
fino a quello
ALPINO ARTICO sulle cime innevate d’inverno.
Gli alberi e le foreste ci indicano tutto questo! ed a
Tarvisio per L’ELEVATA VARIABILITA’ AMBIENTALE, abbiamo:
un’ELEVATA BIODIVERSITA’, BOSCHI NATURALI MISTI, oltre a
FORMAZIONI FORESTALI TIPICHE, curate dai Piani di
Assestamento e di Gestione Forestale; entità
DIVERSIFICATISSIME, site in pochi ettari o a distanze
ravvicinate.
A questo punto, ripetiamo, dobbiamo decidere: “cosa”
vogliamo vedere; “dove” lo vogliamo vedere, “come” e
“quando”. Ricordiamo che: “IN MONTAGNA LA TESTA V’A
TENUTA SOPRA LE SPALLE E NON NELLO ZAINO!” Abbiamo il
DOVERE D’INFORMARCI PRIMA degli itinerari e di
STUDIARE IL PERCORSO, e di andarci ALLENATI ED IN BUONO
STATO DI SALUTE, e MAI DA SOLI e con L’ABBIGLIAMENTO
ADEGUATO, RISPETTANDO NOI STESSI E LE STAGIONI e con “IL
CORAGGIO DI AVER PAURA” , come mi è stato sempre detto!
E quindi il saper rinunciare o tornare indietro se fosse
necessario, rispettando le proprie capacità fisiche e
tecniche e tenendo conto del proprio stato di salute! E’
IL SENSO DEL LIMITE CHE CI FA PERCEPIRE LA REALTA’.
Tornando a noi, Ivo, Se ci interessano le peccete
miste in questa stagione vanno bene tutti gli
itinerari. Spettacolare
è la particella
del F.E.C. di Rutte, una delle più fertili e produttive,
dove esiste un sistema di rilevamento dei parametri
forestali della rete CON_ECO_FOR, e dove, inoltre,
possiamo ammirare e toccare uno dei più grandi alberi:
un tiglio monumentale; oppure potremmo scegliere la Val
Saisera, o le Pinete di Pino nero sopra Malborghetto o
ancora i larici secolari dei piani alti che, in questo
mese cambiano colore e sono dorati prima di perdere gli
aghi. Considerando che il tuo pubblico ed i tuoi
lettori, sono appassionati escursionisti, potremmo, Ivo,
consigliare l’anello del Belvedere che dal lago
inferiore di Fusine porta al Rifugio Zacchi (che
dovrebbe aprire tra poco), per riportaci giù
dalla Alpe Tamer al Lago Superore, ricordando le
raccomandazioni di PRUDENZA, e ... BUONA MONTAGNA A
TUTTI! GRAZIE!.”
...
Marco Viviani Educatore Ambientale
Forestale, Tecnico Faunista Via Diaz, 19 - I 33018
Tarvisio (UD) Italy
Tel. +039 0428 40393 Portatile +039 328
3841399 Posta Elettronica:
arcovivo@libero.it
|